Latomia dei Niccolini

Esplora le Latomie dei Niccolini a Lilibeo, un’affascinante area archeologica che unisce storia e arte. Antiche cave romane, queste latomie furono trasformate in cimiteri dalla prima comunità cristiana tardoantica. Ammira gli affreschi, i mosaici policromi e le decorazioni floreali che decorano le sepolture. Un viaggio nel tempo tra il III e il IV secolo d.C., immerso nella bellezza e nella spiritualità del giardino del convento dei Padri Agostiniani.
Il complesso cimiteriale è una delle testimonianze più importanti dell’arte funeraria cristiana di Lilibeo e della Sicilia, con affreschi e mosaici che richiamano la cultura ellenistico-alessandrina e nord-africana. Il sito non offre soltanto una visita storico-archeologica, ma regala anche un’esperienza emozionante e suggestiva, essendo immerso in un antico giardino, cresciuto all’interno di una vecchia cava.

GIORNI E ORARI: sabato e domenica
Da ottobre a maggio: ore 10-13 e 16-17 (o su appuntamento) (ultimo ingresso 16)
Da giugno a settembre: sabato pomeriggio ore 17:00 – 20:00 – domenica: 10:00/13:00 e 17:00/20:00

TICKET SINGOLO: €5 intero/€3,50 ridotto (6–18 anni, studenti universitari under 26 anni)

TICKET CUMULATIVO (S. Maria della Grotta+Latomia dei Niccolini+Ipogeo di Crispia Salvia): €12 intero/€7 ridotto

CONTATTI:
Per organizzare la propria visita su prenotazione per gruppi di turisti o scolaresche, in giorni e orari diversi da quelli delle aperture ordinarie, inviare una richiesta via e-mail o via WhatsApp almeno una settimana prima indicando il numero previsto di partecipanti e il giorno o orario richiesto a: 3514849420 | lilibeo@archeofficina.com

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Latomia dei Niccolini

3,50  - 5,00 

ATTENZIONE: vi ricordiamo che la visita alle Latomia dei Niccolini è prenotabile nei weekend 11/12, 18/19 e 25/26 Ottobre esclusivamente attraverso il circuito delle Vie dei Tesori. Per prenotare potete cliccare QUI. Grazie per l’attenzione.

GIORNI E ORARI: sabato e domenica
Da ottobre a maggio: ore 10-13 e 16-17 (o su appuntamento) (ultimo ingresso 16)
Da giugno a settembre: sabato pomeriggio ore 16:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:30) – domenica: 10:00/13:00 e 16:00/19:00

TICKET SINGOLO: €5 intero/€3,50 ridotto (6–18 anni, studenti universitari under 26 anni)

TICKET UNICO (S. Maria della Grotta+Latomia dei Niccolini+Ipogeo di Crispia Salvia): €12 intero/€7 ridotto

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Come arrivare sul posto

Informazioni aggiuntive

L’area, ai margini della necropoli punica e romana di Lilibeo a est della città antica, è inserita all’interno di un vasto complesso di latomie, utilizzate dalla prima comunità cristiana come cimitero. Di queste, quella dei Niccolini costituisce il nucleo principale. Successivamente, l’area diventa il giardino del convento dei Padri Agostiniani, noti appunto come Niccolini, vicino alla chiesa di Santa Maria dell’Itria.
Le latomie, originariamente cave a cielo aperto per l’estrazione della calcarenite durante l’espansione edilizia della città romana di Lilibeo (fine II-inizi III sec. d.C.), furono riutilizzate come cimitero tra il III e il IV secolo da gruppi di diverse religioni, sia cristiana che giudaica. Nella latomia dei Niccolini, infatti, come in altre aree cimiteriali di Lilibeo, sono state trovate lucerne con il simbolo giudaico della menorah. Studi condotti dalla fine dell’Ottocento hanno rivelato complessi sepolcrali con arcosoli, loculi e nicchie a parete. Tuttavia, l’abbandono, la costruzione dell’adiacente cimitero moderno e le attività di estrazione della pietra di età contemporanea hanno compromesso lo stato di conservazione delle sepolture e distrutto molti affreschi preziosi.

All’interno della latomia, indagini archeologiche del 1996 hanno scoperto un complesso costituito da due cubicoli con pianta a croce greca e un terzo con pianta ad L, oltre a diciassette sarcofagi monolitici. L’arcosolio centrale del complesso nord-ovest conserva una ricca decorazione pittorica con simboli cristologici e boccioli di rose rosse.
L’elemento più rilevante è un piccolo ambiente meridionale con tre arcosoli, il cui pavimento è decorato con un mosaico policromo raffigurante un kantharos con zampilli d’acqua. I parapetti di due tombe conservano scene dipinte che richiamano la cultura ellenistico-alessandrina e i mosaici nord-africani. Gli affreschi raffigurano paesaggi fluviali e scene di caccia, con motivi floreali comuni anche in altri contesti lilibetani, allusivi all’ambiente paradisiaco.
Le visite sono a cura degli archeologi della cooperativa ArcheOfficina.